Far vivere l’esperienza del cinema a tutti. Proprio a tutti: anche a chi non ha la possibilità di muoversi liberamente, perché affetto da disabilità motoria. Anche a chi ha l’impossibilità di ascoltare voci e doppiaggio perché non udente. È questa la sfida di ONScreen, startup nata nel salernitano, che con la Realtà Virtuale vuole far vivere l’esperienza della sala cinematografica a 360 gradi.

Un’idea nata dalla profonda passione per il cinema e dalla consapevolezza dei limiti alla fruizione per le persone con disabilità. Mario Delli Bovi, project manager di ONScreen, ci racconta nascita e ambizioni della startup, selezionata per il percorso di accelerazione del terzo We Start Challenge.

Un’amicizia, tante idee

L’avventura di ONscreen nasce dall’amicizia di Mario e Marco Autuori e da un’intuizione felice:

«Mi hanno sempre appassionato tecnologia e media. Quando ero ragazzo – praticamente nel Medioevo dal punto di vista del web: non c’era ancora Facebook – ho realizzato un portale per i ragazzi del mio paese (Montecorvino Rovella, SA) che volevano cimentarsi con la web radio. Bastava creare un account e scegliere una fascia oraria per lanciare il proprio programma».

Un’idea che negli anni si è evoluta e affinata:

«Marco e io abbiamo creato qualche anno dopo TapeBox, una web app per consentire alle radio di avere maggiore visibilità sul web. Abbiamo avuto anche un percorso discreto: 23mila radio in tutta Europa si sono iscritte alla piattaforma, abbiamo aperto una Ltd. a Londra, facevamo un po’ di fatturato. Poi qualcosa nel meccanismo interno si è inceppato e abbiamo preferito chiudere».

Appassionato di tecnologia, marketing, comunicazione, Mario in realtà si specializza in tutt’altro: all’università studia Farmacia, fa l’informatore scientifico per più di sette anni e ora lavora al controllo qualità in un’azienda del suo paese. La volontà di creare un’attività sua non lo abbandona mai, però:

«Oltre che di web e hi-tech sono da sempre un grande appassionato di cinema. L’idea per ONscreen è nata per caso, mentre io e Marco stavamo lavorando ancora a TapeBox. Una persona disabile del mio paese mi contatta, aggiungendomi a un gruppo Facebook chiamato “Cinema a ruota libera”: qui gli utenti segnalavano tutte le difficoltà di chi vuole andare al cinema ma ha una disabilità».

A Mario si apre un mondo sconosciuto. Chi non vive una condizione di disabilità fa fatica a comprendere tutti i limiti a cui vanno incontro coloro che vogliono andare al cinema. Prima di tutto è una questione di accessibilità, non sempre garantita. Ma non solo:

«C’è il disabile motorio che viene sempre piazzato nelle corsie laterali o davanti alle primissime file, per questioni di sicurezza. Questo vuol dire non godersi mai la compagnia di amici e familiari quando si va al cinema. Secondo: per i non udenti è difficilissimo trovare film con i sottotitoli».

Colpito dalle testimonianze di tante persone, Mario si chiede come sia possibile, con la tecnologia esistente, che nessuno abbia ancora ovviato al problema. E allora pensa lui stesso a una soluzione.

ONscreen, il cinema “in tasca”

In realtà, una soluzione, seppur parziale c’è: film e serie tv on demand. È grande la crescita di servizi come Netflix, Hulu e Amazon Prime. Ma Mario e Marco individuano dei limiti a queste soluzioni:

«Manca l’elemento della socialità: chi va al cinema vuole vivere anche un’esperienza in compagnia, non è solo una questione di fruizione dei contenuti. Secondo una statistica, anche chi guarda contenuti on demand vuole farlo insieme ad altri: lo dichiara l’84% degli utenti».

La risposta? La Realtà Virtuale. Mario e soci cominciano a immaginare un servizio video on demand, ma che possa riproporre alle persone un’esperienza sociale e comunitaria, proprio come in una sala cinematografica:

«Con ONscreen, le persone disabili, ma non solo, possono guardare un film o una serie tv in condivisione: tutti gli utenti collegati con quella determinata programmazione, fino a un massimo di otto persone, possono interagire tra loro attraverso degli avatar, come se fossero tutti nello stesso luogo. In questo modo, l’accesso all’esperienza cinematografica è disponibile per tutti, ogni volta che si vuole. Anche all’aperto, anche nella propria camera».

Il progetto è partito all’inizio del 2017. Nel frattempo, il team si è messo all’opera per ottenere una prima validazione:

«Abbiamo creato un MVP, Minimum Viable Product, abbiamo raccolto feedback, testando il prodotto soprattutto sul nostro target primario: abbiamo contattato alcuni ragazzi di diverse associazioni di disabili, per capire il gradimento. ONscreen piace, finora il test è riuscito perfettamente».

La squadra ONscreen

Mario Delli Bovi, come abbiamo accennato, è appassionato di hi-tech e marketing: in ONscreen il suo ruolo è di Project Manager e cura i rapporti con investitori, fornitori e potenziali clienti. Il suo amico, Marco Autuori, è un professionista nel mondo del design, dove lavora come freelance.

Negli ultimi mesi la famiglia di ONscreen si è allargata. Il primo innesto, quello di Luigi Di Domenico:

«Avevamo bisogno di un regista, di una persona che creasse un video promozionale per la startup. Un nostro amico, sapendo di questa necessità, ci ha fatto il nome di Luigi, anche perché sapeva del suo interesse per la disabilità. Un suo corto, “La Gabbia d’Oro” parla infatti delle barriere architettoniche. Dopo averlo visto, è scattata la scintilla: l’abbiamo contattato e si è instaurato un bel rapporto. Luigi è giovanissimo, ha 21 anni e studia a Roma come regista presso Artithesi, la scuola di Claudio Di Biagio».

Presentazione di Onscreen – 9 dicembre

‘Tutto è già cominciato prima, la prima riga della prima pagina di ogni racconto si riferisce a qualcosa che è già accaduto fuori dal libro’.(Italo Calvino)ONscreen-Your Pocket Movie Theatre

Pubblicato da Onscreen su domenica 7 gennaio 2018

Accanto a lui, si è affiancata al team anche Martina Perna, scrittrice e sceneggiatrice. L’obiettivo è un giorno di riuscire a realizzare delle produzioni originali ONscreen, grazie al contributo di Martina e Luigi:

«Attualmente i nostri sforzi economici sono concentrati nel nostro core business e quindi sul lancio di ONscreen, ma abbiamo già previsto la creazione di contenuti originali nel nostro piano d’azione».

Ultimo, non per importanza, Alfredo Delli Bovi, fratello di Mario, da cui lo separano 11 anni di differenza. Alfredo è un programmatore e sviluppatore di app giovane ma talentuoso:

«Oggi lavora in eDreams, a Barcellona: gli avevano proposto anche un contratto con Spotify, ma ha detto di no. Chi può dargli torto: a differenza della Spagna, in Svezia ci sono sei mesi l’anno di buio!».

Dare una mano al cinema italiano

Uno degli obiettivi su cui oggi è concentrato il team di ONscreen è di reperire tutti i possibili prodottida inserire nel catalogo da offrire ai futuri sottoscrittori dell’abbonamento. La startup ha per ora scelto due strade:

«Vista la nostra forza contrattuale attuale, difficilmente potremo presto permetterci prime visioni o blockbuster. L’idea è quindi di premiare innanzitutto il cinema di qualità, prodotto in Italia, ma che raramente arriva in sala. Parliamo di circa il 90% delle produzioni italiane, che magari arrivano nei festival, hanno grande successo di critica, ma la distribuzione snobba per esigenze di botteghino. Alle produzioni offriremo la possibilità di guadagnare per view: una cifra fissa a ogni visualizzazione. La loro risposta, finora, è stata molto positiva».

Secondo, la condivisione dei servizi on demand. Su ONscreen ci sarà la possibilità di condividere con gli amici i contenuti offerti dalle piattaforme di streaming:

«È come invitare le persone: chi ha un abbonamento a Netflix, può invitare qualche amico a casa, per guardare un film insieme. Lo stesso potrà fare, grazie alle nostre “sale” in Realtà Virtuale, a distanza. Nessun servizio on demand vieta di invitare persone a casa tua per guardare un contenuto insieme, giusto? È lo stesso principio: non è file sharing, ma una condivisione del singolo contenuto per cui si è già sottoscritto l’abbonamento. Abbiamo già verificato la fattibilità tecnica».

Obiettivi per il futuro: in viaggio con We Start

L’obiettivo della startup è ora perfezionare il prodotto e lanciarlo ufficialmente sul mercato. Il visore per la Realtà Virtuale brandizzato per ONscreen è attualmente un Cardboard, che verrà offerto a prezzo di costo ai sottoscrittori dell’abbonamento mensile: ai 500 early adopter sarà invece regalato il visore.

L’obiettivo del team è però di chiudere in tempo gli ultimi perfezionamenti, per agganciare la rivoluzione Oculus GO, il visore stand alone di Facebook che promette di far diventare la VR davvero di massa:

«È uno strumento unico: leggero e funzionale, ha un prezzo molto competitivo. Vogliamo farci trovare pronti per lo store di Oculus, in modo da anticipare la concorrenza».

Oltre che su Oculus, l’app ONscreen sarà disponibile anche per Android, iOs e su Smart TV. Il team, nel frattempo, ragiona in grande:

«Stiamo valutando se partire solo in Italia o se puntare già sul mercato europeo: molto dipenderà da eventuali investimenti, visto che attualmente ci stiamo autofinanziando».

Un pezzo di strada verso la realizzazione dei sogni della squadra di ONscreen è percorso insieme a We Start. Mario ci racconta dei passi compiuti finora:

«Nel primo appuntamento di formazione, ho trovato utilissimo il crash test di Antonio Russolillo: il suo occhio esterno ci ha aiutati a individuare alcune criticità del nostro progetto. Assolutamente di valore anche l’incontro con Raffaele Gaito: avevamo già letto il suo libro sul Growth Hacking, ma un confronto di persona è sempre più arricchente. Ma è tutto il team di We Start a essere molto preparato. Soprattutto, si vede che sono carichi, appassionati: un fattore estremamente importante, che trasmette fiducia a noi come agli altri team in gara».

Fonte: We Start Italy